Magnum Contact Sheets

by francismadphotography

Forte di Bard

Oggi è stata decisamente una giornata che, nonostante il grigiume e l’umidità del tempo, si è dimostrata assolutamente fantastica. Immersa nella storia della fotografia ed in compagnia di due miei carissimi amici Marco e Marcello, siam partiti da Torino con destinazione il Forte di Bard, una famosa roccaforte ottocentesca in pietra situata nella parte meridionale della Val d’Aosta, a qualche minuto dal confine con il Piemonte.

Da quel che so, spesso capita che il Forte ospiti eventi culturali diversi, in questo caso  una mostra fotografica dedicata al reportage foto giornalistico in collaborazione con la Magnum Photos, storica agenzia per cui han lavorato i più famosi maestri della fotografia moderna e contemporanea. Per chi conosce inutile citare Capa, Bresson, Erwitt, Burri, Pellegrin, Parke, Halsman o McCurry. La cosa che mi ha colpito più di tutte, oltre alle immagini che di per sé letteralmente parlavan da sole (facendomi sentire minuscola come una formica), è stata l’idea di voler incentrare l’attenzione sui provini, ovvero le miniature delle immagini sviluppate dai rullini. Un po’ come in una mostra pittorica-illustrativa si accompagnassero ai dipinti o ai disegni gli schizzi di realizzazione.

Questa sorta di viaggio/percorso attraverso il processo di editing della fotografia analogica ( vi era una piccolissima parte dedicata a quella digitale) mi ha fatto molto riflettere su cosa la fotografia è e dovrebbe continuare ad essere, ovvero: non importa la destinazione o l’uso che se ne vuole fare, importa comunicare. Molto spesso mi è capitato di ascoltare discorsi sulla bruttezza del bianco e nero o sulla vecchiaia della pellicola ormai “finalmente” estinta, talvolta addirittura da parte di colleghi fotografi e penso: “Ma come si può pensare seriamente di definirsi professionisti dell’immagine e amanti della fotografia se nel profondo non c’è amore o anche solo rispetto per le origini?” perchè infondo di questo si tratta. Saremo arrivati all’HDR e al digitale, ma senza la sperimentazione su pellicola la fotografia non si sarebbe mai evoluta, sarebbe morta con le lanterne magiche cento anni fa. Si può avere una passione smodata per qualsiasi tecnica ultra avanzata di realizzazione o postproduzione (che oggi tral’altro sono alla portata di chiunque indipendentemente dalle capacità e competenze) ma non si può ignorare o dimenticare la storia, a partire dalla vita e a finire nell’Arte. Con questo pensiero personalissimo il mio intento non è ne far demagogia ne retorica, semplicemente uno spunto per riflettere. Indipendentemente comunque da qualsiasi discorso vale la pena andare a vedere questa mostra, la suggerisco a tutti anche se non si è fotografi, perchè per quanto mi riguarda, quando qualcuno realizza un capolavoro ed il capolavoro è veramente e seriamente tale, non serve alcuna spiegazione. Ogniuna di quelle fotografie è un capolavoro.

Forte di Bard

Forte di Bard

————————————————————————————————

Today was definitely been a fantastic day despite the greyness and humidity of the weather . With my dear friends Marco and Marcello we started from Turin and arrived to Fort Bard, a famous nineteenth-century stone fortress located in the southern part of the Val d’Aosta, a few minutes from the border with Piedmont. From what I know , it’s used for various cultural events , in this case a photographic exhibition dedicated to the photojournalistic reportage in collaboration with Magnum Photos. Capa, Bresson , Erwitt , Burri, Pellegrin , Parke , Halsman or McCurry are some names included in the Expo. The particularity is that in addition to the images there were the original films.

This sort of trip / journey through the editing process of analog photography ( there was a very small part dedicated to digital ) makes me thinking about what photography is and should continue to be: no matter the destination or the uses, photography is communication. Very often I’ve met  and listened people and speeches about the ugliness of black and white or about old films now “finally” settled and I think: ”  seriously can we think it?” . Now We know HDR and digital photograpy, but without experimentation on films photography would never have evolved, so the importance of the origin is essencial. We can all have a passion for any technical advices  but we can not ignore or forget the history. That’s my personal opinion without demagoguery or rhetoric, it’s a simple reflection . Another thing that I loved is watching those films near the pictures and imagine all the world around the shoots. I recommend the Expo to everyone, even if you are not photographers, because a masterpiece doesn’t need explanations and each ones of those photographs don’t need them.