Torino

by francismadphotography

Torino

Era un giorno d’estate e mi trovavo in Liguria. Sorseggiando una tazza di caffè ricordo che la madre dell’allora mio ragazzo mi chiese: “ Ma insomma, perché ti piace tanto Torino? Che avrà mai di  così speciale per voi Piemontesi? ” . Non proferii risposta, ne avevo così tante in testa che non sapevo da dove iniziare, o da che argomento partire per cominciare a rispondere:  alfabetico, geografico, sociale, mondano, artistico, politico ecc… così mi limitai semplicemente a guardare fuori dalla finestra e pensare che poverina proveniva da Albenga, una ”ridente” località marina della riviera ligure di ponente dove il massimo dello sballo e della socialità sono le vetrine di Alassio in inverno o le discoteche sul mare d’estate, “roba” insomma, che se davvero non piace ballare o si necessita di qualcosa un po’ più intellettualmente stimolante, si è fottuti, ma completamente fottuti.

Da allora però quelle domande, così apparentemente ingenue, cominciarono a fluttuarmi vivacemente nella testa, tanto che ogni volta che mi ritrovavo a Torino, anche solo semplicemente per passaggio, continuavo a pensare e ripetermi quali potessero essere i motivi per i quali l’avessi sempre considerata una città così stimolante. Che cos’è Torino per me?

Innanzi tutto Torino per me, nel corso degli anni, è stata sicuramente un ”terreno” di prova e scoperte, sia verso me stessa che verso il mondo più in generale. Approcciandomi costantemente a realtà sempre diverse, quelle che in fondo solo le grandi città san darti, sia nel bene che nel male mi hanno reso più forte, curiosa e consapevole. Non può esserci ricerca senza viaggio, ne confronto senza osservazione, per cui in questo senso, passare da una cittadina di un centinaio di migliaia di abitanti, con le sue abitudini e la sua mentalità, ad una città vera e propria di un milione di abitanti,  multietnica e multi sfaccettata è stato utile. Ho trascorso attimi indimenticabili, sia tristi che felici, conosciuto persone speciali, avuto l’opportunità di mettermi in gioco grazie alle esperienze fotografiche ed universitarie, tutte occasioni che mai Alessandria avrebbe potuto darmi e ne sono felice. Sebbene questi ultimi anni sian stati duri e difficili, soprattutto dal punto di vista emotivo, non rinnego o rimpiango alcun che. Forse ad oggi avrei modificato qualcosa certo, ma mai fino in fondo.

Torino è una città magica: le sue strade, I suoi musei, le sue piazze, i suoi portici, le iniziative culturali post olimpiadi invernali del 2006, il suo cielo e le sue montagne. Tutto questo mi mancherà tantissimo.

Con il trasloco a Trieste si conclude una parte sostanziosa di storia della mia vita ed in particolare un capitolo durato sei anni pieni, adesso non vedo l’ora di cominciarne un altro e sono curiosissima ed emozionatissima. Trieste è una città in cui riparto da zero. Non la conosco, ne conosco i suoi abitanti tuttavia non mi spaventa, infondo anche per Torino è stato così: prima del 2006 non l’avevo mai visitata, ne conoscevo qualcuno che ci vivesse. Forse la bellezza e la fortuna di non essere radicata in un determinato luogo, o di non riconoscere come ”casa” fisica, vera e propria, alcun posto è proprio questo: poter considerare casa ovunque ci si trovi bene.

A questo proposito ripenso al monologo conclusivo del film: “Mangia, Prega, Ama” con Julia Roberts, in cui credo molto e che recita:

“…Se sei abbastanza coraggioso da lasciarti dietro tutto ciò
che è famigliare e confortevole,
può essere qualsiasi cosa dalla tua casa a vecchi rancori e
partire per un viaggio alla ricerca della vita sia esterna che interna.
Se sei veramente intenzionato a considerare tutto quello
che ti capita durante questo viaggio come un indizio.
Se accetti tutti quelli che incontri strada facendo come insegnanti.
E se sei preparato soprattutto ad affrontare e
perdonare alcune realtà di te stesso veramente scomode…
allora la verità non ti sarà perclusa.”

Siate Felici.❤

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It was a summer day and I was in Liguria. Sipping a cup of coffee remember that the mother my ex boyfriend asked me: “But really, why you like it so much Torino? That will never Piedmont so special for you? “. I didn’t give any answera, I had so many in my head that I did not know where to start, or for that matter from start to answer: alphabetical, geographical, social, worldly, artistic, political, etc … so I just simply looking out the window thinking that poor woman came from Albenga, an ” laughing ” seaside resort of the Ligurian West side where the maximum of deviance and social relations are the shops’s windows of Alassio in winter or summer clubs on the sea, “stuff” in short, that if you really do not like to dance or you need something a little ‘more intellectually stimulating, you’re screwed, but completely screwed.

Since then, however, those questions, so apparently naive, they began to fluttuarmi vividly in my head, so much so that whenever I found myself in Turin, even just to pass, I kept thinking and telling myself what could be the reasons for which I had always considered a city so inspiring. What Torino for me?

Firstly Torino for me, over the years, it was definitely a ” plot ” test and discoveries, both towards myself and towards the world in general. Approcciandomi constantly ever-changing reality, only those at the bottom of the big city san give you both the good and the bad have made me stronger, curious and aware. There can be no research trip, I compared without observation, so in this sense, move from a town of a hundred thousand inhabitants, with his habits and his mentality, a real city of one million inhabitants , multi-ethnic and multi-faceted was useful. I spent unforgettable moments, both sad than happy, well-known special people, had the opportunity to get in the game thanks to the photographic experiences and university, all of Alexandria opportunities that never would have been able to give me and I’m happy. Although recent years sian were tough and difficult, especially from an emotional standpoint, I do not reject any or regret that. Maybe today I would have changed anything for sure, but never all the way.

Turin is a magical city: its streets, the museums, its squares, its arcades, cultural initiatives after the 2006 Winter Olympics, its sky and its mountains. All this I will miss him a lot.

With the move to Trieste concludes a substantial part of my life story and in particular a chapter lasted six full years, now I can not wait to begin another and are very curious and excited. Trieste is a city in which to start from scratch. I do not know, I know its inhabitants, however, does not scare me, also to instill Torino was like this: first of 2006 I had never visited, I knew someone who lived there. Perhaps the beauty and the good fortune of not being rooted in a particular place, or to refuse to recognize as ” home ” physical, real, no place is this: to be able to consider home wherever you are well.

In this regard, I think about the final monologue of the film “Eat, Pray, Love” with Julia Roberts, I believe a lot and which reads:

“… If you’re brave enough to leave behind everything
that is familiar and comfortable,
can be anything from your house to old grudges and
go on a journey in search of life both external and internal.
If you’re really willing to consider everything
that happens to you during this trip as a clue.
If you accept everyone you meet along the way as teachers.
And especially if you’re prepared to face and
forgive yourself for some really really uncomfortable …
then the truth you will not be closed. “

Have Fun❤