Venice Memories

by francismadphotography

venezia

Con l’inizio della settantunesima mostra internazionale del cinema di Venezia mi è venuta voglia di raccogliere un po’ di quelli che sono stati i miei ricordi delle precedenti edizioni, in quanto, nella mia piccola esperienza di fotografa mi è capitato di parteciparvi. Avere l’occasione di lavorare in una manifestazione del genere è un’esperienza unica: si ha la possibilità di vivere, conoscere, collaborare con persone sempre diverse; da l’occasione di mettersi in gioco staccandosi dalla realtà di tutti i giorni entrando completamente  in un altro mondo. Non dimenticherò mai tutti gli attori ed i visi di coloro che ho incontrato, da passeggiare accanto a Keira Knightley lungo San Zaccaria a prendermi un caffè con Riccardo Scamarcio tra una pausa e l’altra delle sfilate, dall’aver dato un bacio a fior di labbra (per errore) a Michael Fassbender a parlare in italiano di fotografia con due fotografi tedeschi che mi rispondevano in tedesco e surrealisticamente ci si capiva sotto gli occhi increduli dei fotografi di fianco. Venezia è una città magica, malinconica e solitaria, tuttavia nei giorni della biennale, almeno nelle isole intorno al Lido è come se si trasformasse in una piccola Hollywood sul mare: tutte le strade pullulano di fotografi, giornalisti, auto di rappresentanza, fan sfegatati dello star system impegnati ad occupare i primi posti lungo il red carpet e questo da una parte mi ha sempre emozionato dall’altra mi ha fatto scontrare contro stanchezza fisica e psicologica.

Uno dei ricordi più belli che ho e che porterò dentro di me per sempre è osservare il tramonto nuvoloso dal battello dopo aver concluso una delle varie giornate frenetiche al Lido. Stava per piovere, lo sentivo dall’odore umidiccio di aria salmastra e terra, quando all’improvviso le prime luci dei lampioni di piazza san Marco cominciavano ad accendersi, ed i primi strumenti di violini e pianoforti venivano accordati, diventavano sempre più chiari man mano che ci si avvicinava all’attracco. Poco prima di quel momento ascoltavo dell musica sul lettore mp3 e tra tutte le canzoni quella che ricordo perfettamente fu “All is full of Love” di Bjork. Mi commosse così tanto quel momento che cominciai a piangere di gioia sotto lo sguardo interrogativo di due bimbi tedeschi. Non ho mai raccontato di questo momento, eppure è uno degli istanti più importanti che ricordo: ero sola, con la tristezza sulle spalle di un anno difficile e pesante, eppure mi sentivo felice. Felice perché stavo facendo ciò che amo, felice perché ero una reporter a fine di una lunga giornata passata a scattare fotografie, felice perché ero in una città che fino ad allora non avevo mai visto e mi ci erano volute appena due ore per capire tutti i mezzi di trasporto possibili per arrivare dove volessi andare, ero felice perché ero piena di amore verso tutto quello che mi circondava, il resto non aveva importanza.

Qui vi lascio molte delle fotografie scattate tra il 2011 ed il 2012 con la speranza di poter tornare appena potrò.

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With the beginning of the seventy-first international exhibition of the Venice film made ​​me want to pick up a bit ‘of those who were my memories of previous editions, because, in my little experience as a photographer, I happened to attend. Having the opportunity to work in such an event is a unique experience, you have the opportunity to live, learn, work with people who are always different; by the opportunity to get involved detaching from the reality of everyday life into completely another world. I will never forget all the actors and the faces of the people I met, to walk alongside Keira Knightley along San Zaccaria to take a coffee with Riccardo Scamarcio between a break and one of the shows, from having given a kiss on his lips (by mistake) to Michael Fassbender to talk Italian to photograph with two German photographers who answered me in German and surreally we understand under the incredulous eyes of the photographers side. Venice is a magical city, sad and lonely, but in the days of two years, at least in the islands around the Lido is as if turning in a small Hollywood on the sea: all the streets are teeming with photographers, journalists, self representation, a hardcore fan of star system committed to occupy the first places along the red carpet and this one hand I have always excited the other made ​​me collide against the physical and psychological fatigue.

One of the fondest memories that I carry inside of me and that is to always look at the cloudy sunset from the boat after completing one of several hectic days at the Lido. Was going to rain, I could feel the smell of damp salty air and land, when suddenly the first street lights in Piazza San Marco starting to heat up, and the first instruments of violins and pianos were granted, they became increasingly clear as we approached the mooring. Shortly before that moment of listening to music on mp3 player and among all the songs that I remember perfectly was “All is Full of Love” by Bjork. It touched me so much that moment that I began to cry with joy under the questioning gaze of two children Germans. I’ve never told this time, yet it is one of the most important moments that I remember: I was alone, with sadness on the shoulders of a difficult year and heavy, yet I felt happy. Happy because I was doing what I love, happy because I was a reporter at the end of a long day of taking pictures, happy because I was in a city that until then I had never seen, and it had taken me two hours to figure out all the possible means of transport to get to where I wanted to go, I was happy because I was full of love for everything around me, the rest did not matter.

Here I leave many of the photographs taken between 2011 and 2012 with the hope to be back as soon as I can.